Archivio per la categoria 'La Valconca'

16
Lug
08

Il potere dell’informazione


In Italia il problema dell’informazione è una questione cruciale.
L’aspetto più preoccupante è il fatto che non viene nemmeno più percepito come un problema:
troppo poche persone si sono accorte che nelle recenti elezioni politiche (primavera 2008 ) il potere dell’informazione ha prodotto un forte sbilanciamento delle forze in campo.

Ad aggravare lo stato delle cose è che spesso l’elemento cruciale non è l’informazione, ma la disinformazione ed ancora peggio la diffusione di notizie false.
Sono certo che molti di quelli che leggeranno queste prime righe non si troveranno d’accordo e le interpreteranno come lo sfogo di chi stava dalla parte che ha perso. Purtroppo non è così!

Con la disinformazione l’obiettivo perseguito non è “vota questo” o “vota quello”, bensì modificare la percezione della realtà. Solo come esempio: nei periodi in cui il governo è di centrosinistra nei telegiornali il tempo dedicato alla cronaca, agli stupri, ai delitti, alle immigrazioni clandestine è maggiore, con lo scopo di accentuare il “problema sicurezza”, che si risolve magicamente quando al governo va il centrodestra, sparendo dai servizi giornalistici….. eppure le statistiche sul numero di delitti commessi o di immigrati arrivati smentiscono tutto ciò, ma in Italia non contano i numeri, contano le opinioni!

Tama

18
Mag
08

Il campo di Cattolica (Rn)

La Guerra di Piero

Fabrizio De Andrè

Dormi sepolto in un campo di grano
non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia dall’ombra dei fossi
ma son mille papaveri rossi
lungo le sponde del mio torrente
voglio che scendano i lucci argentati
non più i cadaveri dei soldati
portati in braccio dalla corrente
così dicevi ed era inverno
e come gli altri verso l’inferno
te ne vai triste come chi deve
il vento ti sputa in faccia la neve
fermati Piero , fermati adesso
lascia che il vento ti passi un po’ addosso
dei morti in battaglia ti porti la voce
chi diede la vita ebbe in cambio una croce
ma tu no lo udisti e il tempo passava
con le stagioni a passo di giava
ed arrivasti a varcar la frontiera
in un bel giorno di primavera
e mentre marciavi con l’anima in spalle
vedesti un uomo in fondo alla valle
che aveva il tuo stesso identico umore
ma la divisa di un altro colore
sparagli Piero , sparagli ora
e dopo un colpo sparagli ancora
fino a che tu non lo vedrai esangue
cadere in terra a coprire il suo sangue
e se gli sparo in fronte o nel cuore
soltanto il tempo avrà per morire
ma il tempo a me resterà per vedere
vedere gli occhi di un uomo che muore
e mentre gli usi questa premura
quello si volta , ti vede e ha paura
ed imbracciata l’artiglieria
non ti ricambia la cortesia
cadesti in terra senza un lamento
e ti accorgesti in un solo momento
che il tempo non ti sarebbe bastato
a chiedere perdono per ogni peccato
cadesti interra senza un lamento
e ti accorgesti in un solo momento
che la tua vita finiva quel giorno
e non ci sarebbe stato un ritorno
Ninetta mia crepare di maggio
ci vuole tanto troppo coraggio
Ninetta bella dritto all’inferno
avrei preferito andarci in inverno
e mentre il grano ti stava a sentire
dentro alle mani stringevi un fucile
dentro alla bocca stringevi parole
troppo gelate per sciogliersi al sole
dormi sepolto in un campo di grano
non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia dall’ombra dei fossi
ma sono mille papaveri rossi