Il nome Gap non è di nostra invenzione, bensì rimanda al passato della nostra sinistra.
Innanzitutto i gap erano i Gruppi d’Azione Patriottica, che erano: “Formati dal comando generale delle Brigate Garibaldi alla fine del settembre 1943 i GAP, Gruppi d’Azione Patriottica, nacquero su iniziativa del Partito Comunista Italiano, sulla base dell’esperienza della Resistenza francese. Erano piccoli nuclei di partigiani, quattro o cinque uomini, un caposquadra, un vice caposquadra e due o tre gappisti. Tre squadre di quattro uomini costituivano un distaccamento, con alla testa un comandante e un commissario politico.
Solo i componenti di una stessa squadra dovevano essere a contatto fra loro. Bene addestrati, i singoli elementi, a differenza dei partigiani di montagna, se possibile conducevano un’esistenza alla luce del sole, spesso con un normale impiego dietro al quale camuffavano l’attività di guerriglia. In altri casi erano costretti alla clandestinità assoluta. La loro azione, fondata sulla convinzione della necessità di incalzare il nemico senza tregua, aveva compiti di sabotaggio e di azioni armate, tra cui l’eliminazione dei nazifascisti in ambito cittadino, soprattutto delatori, o noti torturatori.
La loro azione minava così i gangli vitali della macchina da guerra hitleriana. Nelle azioni più importanti doveva sempre essere presente il comandante o il commissario del distaccamento. I comandanti GAP di solito avevano esperienza militare, in quanto reduci della guerra civile spagnola, ex-militari dell’esercito italiano o con esperienze precedenti in terra di Francia.” (definizione presa da wikipedia).
Altri gruppi si sono formati successivamente, durante la storia del nostro paese, sempre con l’obiettivo di tutelare il paese, da possibili colpi di stato delle destre, come si temeva, in particolare, durante gli anni di piombo (’70). un esempio è stato il gap, gruppi armati proletari, fondati da Giangiacomo Feltrinelli.
Il termine Gap, che in inglese può indicare l’intermezzo e lo spazio che intercorre tra due oggetti, è stato utilizzato anche per indicare il divario tra generazioni.
Il gap generazionale, infatti, è il divario culturale che si nota tra una generazione più giovane e quella precedente. Questo termine fu usato per la prima volta, nei paesi occidentali, negli anni settanta per descrivere le differenze culturali che si erano generate tra le generazioni successive alla seconda guerra mondiale, sottolineando il caso dei Baby Boomers.
Correvano gli anni cinquanta, i baby boomers erano i figli dei veterani della seconda guerra mondiale. La denominazione (baby boomers) gli fu data a causa del forte incremento demografico, avutosi con il miglioramento della vita per mezzo dello sviluppo della medicina,che li portò ad essere una generazione di notevole dimensione.
Questa fu la generazione che iniziò le grandi proteste degli anni sessanta. I loro furono gli anni durante i quali comparve la musica RoCk! Quei giovani aprirono le porte del cambiamento. muscia, politica, arte, vita.
Così il nome Gap è stato dato a molte cose, e noi lo abbiamo dato ad un’associazione di volontariato giovanile, basata su politica e cultura.
Abbiamo deciso di chiamare la nostra attività Gap per ricordare la Resistenza, per ringraziare i partigiani, una volta nella nostra vita, nel modo in cui meritano. Il nostro obiettivo, il nostro cammino, trova l’esempio della bontà, dell’altruismo, nella Resistenza di uomini pronti al proprio sacrificio per liberare un paese intero, le proprie famiglie, se stessi magari e anche le generazioni successive. noi siamo liberi.